A GENOVA SI VA VERSO UN CENTROSINISTRA CIVICO? SE LA "SINISTRA" VUOL SOPRAVVIVERE, DEVE DIRE NO A QUALUNQUE IPOTESI DI ALLEANZA CON I SEDICENTI DEMOCRATICI

 

In primavera, al pari di centinaia di altre località, anche Genova andrà alle urne per rinnovare il Consiglio comunale e quelli dei Municipi: in palio ci sarà principalmente la poltrona attualmente occupata dal Markese Doria; a seguito di questi ultimi cinque anni, la situazione politica locale risulta assai ingarbugliata, ed i sondaggi non sono affatto favorevoli a chi ha fatto parte di una maggioranza costantemente litigiosa il cui il principale socio pretenderebbe che tutti i suoi ‘sudditi’ – perché è così che da sempre tratta gli ‘alleati’ – facessero sempre quello che vuole lui.

Solo che la direzione del vento, negli ultimi tempi, sembra essere cambiata: i responsabili politici dei ‘cespugli’ non sembrano più intenzionati a subire passivamente le bizze di Simone Farello, capogruppo sedicente democratico a Palazzo Tursi, ed hanno cominciato ad organizzarsi autonomamente: si è creato l’integruppo della Rete a Sinistra – composto dalla lista civica che porta il nome del sindaco, da Possibile e da Sinistra Italiana – ed un consigliere, Gian Piero Pastorino, è passato alla Federazione della Sinistra, all’opposizione.

Non solo, perché, a leggere le prese di posizione di alcuni di loro, costoro non appaiono interessati a continuare a fare da ‘maggiordomi’ ai sedicenti democratici: a titolo esemplificativo, riporto qui sotto parte del documento, dal titolo “Questo matrimonio (col PD) non s’ha da fare”, di Alberto Soave – segretario provinciale del Partito Comunista Italiano – pubblicato sul sito della federazione il tre gennaio scorso, con il quale egli annuncia l’intenzione, da parte della sua formazione, di non rinnovare alcun rapporto con il Partito (sedicente) Democratico.

“Se un partito ha l’ambizione di rappresentare una ‘fetta’ di cittadinanza – e noi intendiamo essere e affermarci come partito di classe, dove la classe è quella dei lavoratori – deve avere il coraggio di fare scelte precise e nette, senza lasciarsi incantare dalla promessa di qualche poltrona o poltroncina. Il primo fondamentale passo per farlo è prendere le distanze da chi vuole privatizzare i servizi pubblici locali, trasferire risorse dalla scuola pubblica a quella privata, favorire la svendita del poco tessuto produttivo rimasto in città”.

Certo, la posizione degli ex cossuttiani non è detto che sia quella che uscirà dall’assemblea della Rete a Sinistra che si terrà sabato ventotto gennaio, a partire dalle ore 10:30, alla Commenda di Pré: questa è soltanto la loro proposta, ma è chiaro che andrà vagliata attentamente da chi deve prendere una decisione – se continuare nella costruzione di un soggetto della sinistra riformista, oppure gettarsi nelle braccia del Partito (sedicente) Democratico – tenendo conto che l’abbraccio con via Anton Maria Maragliano 3/5 non garantisce comunque la vittoria alle elezioni.

Per contrastare le difficoltà in cui si sono venuti a trovare in quest’ultimo periodo, in Consiglio comunale, i sedicenti democratici hanno chiamato a raccolta una fetta degli eletti con la destra radicale: ma questa non può certamente essere una soluzione definitiva, dato che è possibile, se non altamente probabile, che lorsignori tornino alla greppia originale, al momento delle prossime consultazioni elettorali; a quel punto, gli epigoni dei soloni romani di via Sant’Andrea delle Fratte 16 rischierebbero seriamente di dover abbandonare la guida della città.

Chi scrive pensa che sia necessario costringere i dirigenti locali del Partito (sedicente) Democratico a piegare la testa, come direbbe il compagno presidente Mao Tsetung “bastonare il can che affoga”; occorre far capire a costoro che questa volta il ricatto del “se non facciamo come diciamo noi, prevale la destra” questa volta non funziona: nemmeno può bastare il ‘centrosinistra civico’, cioé senza simboli partitici, proposto dal sindaco uscente a pagina sei del Manifesto di sabato ventuno gennaio, perché deve essere chiaro che con gente di destra – qual è la dirigenza sedicente democratica – ci possono stare soltanto persone che la pensano come loro.

 

Genova, 25 gennaio 2017

 

Stefano Ghio - Proletari Comunisti Alessandria/Genova

 

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